Ci sono posti in cui la cucina e il paesaggio sembrano parlare la stessa lingua. Al Faretto, affacciato sul mare di Napoli, questa sintonia diventa parte integrante dell'esperienza: da una parte il panorama, dall'altra una cucina che porta in tavola i profumi e i sapori della tradizione partenopea, con uno sguardo rivolto alla contemporaneità.
Incontriamo il manager, Giuseppe D’agostino che ci racconta l'obiettivo del progetto: semplice e ambizioso allo stesso tempo.
Fare un buon ristorante, partendo da materie prime di alta qualità e da una cucina riconoscibile, senza rincorrere mode o esasperare la creatività. La tradizione napoletana rimane infatti il punto di partenza, mentre le innovazioni si inseriscono con naturalezza nell'impiattamento, negli accostamenti e nella presentazione dei piatti.
Insieme a lui ci sono Giancarmine Cotugno, proprietario del ristorante, e lo chef Raffaele D'Alessio, impegnati a costruire un'esperienza capace di valorizzare tanto la cucina quanto tutto ciò che la circonda.
La posizione del ristorante offre infatti uno scenario capace di accompagnare ogni momento della permanenza, trasformando il pasto in qualcosa che coinvolge tutti i sensi. Il panorama sul mare diventa così una naturale estensione della cucina: la bellezza che si osserva e quella che si ritrova nel piatto si completano a vicenda.
Il mare è il protagonista assoluto della proposta di Al Faretto. La scelta di puntare esclusivamente sul pesce nasce dalla volontà di portare in tavola prodotti di altissima qualità, selezionati con attenzione e acquistati anche grazie alla possibilità di accedere a materie prime certificate.
Il principio vuole un equilibrio fra qualità e accessibilità, scegliendo prodotti importanti senza trasformare l'eccellenza in qualcosa di distante dal cliente.
Il risultato è una cucina di mare che non ha bisogno di eccessi per farsi ricordare: bastano ingredienti scelti, abbinamenti equilibrati e la capacità di trasformare il cibo in un'esperienza.
Partiamo dal Risotto alla pescatora, ricco e generoso, con calamari, seppie, polpo, gamberi, frutti di mare e scampo. Un omaggio alla cucina di mare più autentica, in cui la varietà del pescato diventa protagonista di un piatto dal carattere profondamente mediterraneo.
Più delicata e aromatica è la Ricciola alla brace, servita su una vellutata di patate aromatizzate agli agrumi e accompagnata da pomodorino datterino semi-dry. La cottura alla brace esalta il pesce, mentre gli elementi di accompagnamento aggiungono freschezza e contrasti.
La ricciola torna anche nel Sashimi di ricciola con gazpacho andaluso, dove la materia prima incontra un'ispirazione internazionale, creando un piatto fresco e contemporaneo.
Tra tradizione e creatività troviamo poi le Polpettine di pesce spada al lime, impanate con pane panko e servite su una fonduta di provola di Agerola. Un accostamento che combina la delicatezza del pesce, la croccantezza della panatura e il carattere deciso di uno dei prodotti simbolo della tradizione casearia campana.
Chiude la selezione il Baccalà mantecato, accompagnato da crostini croccanti di polenta e vellutata di zucca: un piatto che gioca sulle consistenze e sui contrasti, mantenendo al centro un ingrediente profondamente legato alla cultura gastronomica italiana.
A completare la proposta c'è una carta dei vini costruita per offrire ampia possibilità di scelta e accompagnare le diverse interpretazioni della cucina di mare.
Grande spazio è dedicato alle etichette italiane, rappresentate da tutte le regioni, affiancate da una selezione internazionale. Particolare attenzione è riservata alle bollicine, con una proposta che spazia dal Prosecco al Franciacorta fino agli Champagne, mentre la selezione dei bianchi guarda a diverse aree vitivinicole italiane, dal Veneto al Friuli, dal Trentino alla Toscana, senza dimenticare alcune proposte francesi.
Per l’acqua, Al Faretto sceglie l'equilibrio tra purezza e leggerezza di San Benedetto Millennium Water, apprezzata non soltanto per la qualità, ma anche per l'estetica della bottiglia. Il suo design essenziale e i colori neutri si inseriscono naturalmente nella mise en place e dialogano con il panorama e con i piatti.
Per Al Faretto, è un dettaglio che completa il quadro: una bella cucina, una vista straordinaria, professionalità e una bottiglia elegante sulla tavola. Perché quando tutti gli elementi sono in armonia, anche una cena può trasformarsi in un'esperienza da ricordare.